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Jessica Brown

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La sua biografia

Nato a Pinguente nel 1924, ma legato indissolubilmente alla città di Trieste, il pittore ha lasciato un segno indelebile nel panorama artistico del Novecento. Sebbene autodidatta, il suo talento venne subito riconosciuto dal pittore Giovanni Giordani, suo maestro al "Nautico", che ne intuì le potenzialità, incoraggiandolo a seguire la sua vocazione artistica.

Tuttavia, la Trieste degli anni '50 gli sembrava troppo chiusa per le sue ambizioni creative, portandolo a cercare nuovi stimoli a Milano. Nonostante i suoi soggiorni nella capitale dell'arte non abbiano mai creato legami stabili, gli incontri milanesi, tra cui quello con lo scultore Umberto Milani, contribuirono a definire la sua evoluzione stilistica.
L'approccio giovanile, caratterizzato da accensioni cromatiche post-impressionistiche e da un'espressività vibrante, si trasformò gradualmente in una pittura più tonale e raffinata, capace di esplorare con profondità problemi formali.
A Trieste, il suo percorso lo portò ad approfondire la tecnica dell'acquaforte sotto la guida di Carlo Sbisà, dando vita a un rapporto duraturo con l'arte dell'incisione.
L’artista ha partecipato a importanti manifestazioni artistiche come la Biennale di Milano, la Quadriennale di Roma, il Premio Michetti, il Suzzara, il Marzotto, la Mostra del Po e la Triveneta di Padova. Ha tenuto numerose mostre personali in città italiane come Milano, Venezia, Genova, Bergamo, Bologna e Forlì, oltre a esporre in istituzioni culturali internazionali come l’Istituto di Cultura di Bruxelles, Bucarest, Monaco di Baviera, New York, Austria e Jugoslavia. Molte delle sue mostre si sono svolte anche a Trieste e nella regione, incluse importanti antologiche a Gorizia (1971), Trieste (1978), Udine (1976, 1979, 1998) e al Civico Museo Revoltella di Trieste nel 1995 e 2004.
Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi in mostre nazionali, tra cui la segnalazione per il Premio Bolaffi nel 1974 e il conferimento del Sigillo Trecentesco dal Comune di Trieste nel 1994. Nel 2009 ha avuto una grande antologica al Civico Museo Revoltella, curata dal Comune di Trieste, e nel 2010 e 2011 altre mostre curate rispettivamente dalla Regione e dal Comune di Muggia.

Negli anni Settanta e Ottanta ha collaborato come scrittore con il quotidiano Il Piccolo, e ha pubblicato numerosi libri, tra cui Dieci pittori triestini (1973), Feldpost 15843 (1980), Una giovane vita (1993), Fiori gialli senza nome (1995) e, di recente, Il comunista di San Giacomo.

Numerosi critici e autori di rilievo hanno scritto di lui, tra cui Decio Gioseffi, Enzo Bettiza, Libero Mazzi, Claudio Magris e Demetrio Volcic. Diversi saggi sono stati dedicati alla sua opera da autori come Claudio Magris, Dino Dardi, Lina Galli, Roberto Damiani e Sergio Molesi.

Il 20 aprile 2015, dopo una lunga malattia, si è spento, amorevolmente assistito dalla moglie Marinella Scarpa, che è stata per lui musa ispiratrice e preziosa collaboratrice nell’organizzazione del suo vasto corpus di opere.